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Travaini, Hohenstaufen and Angevin Denari of Sicily and Southern Italy: their Mint Attributions
Lucia Travaini, Hohenstaufen and Angevin Denari of Sicily and Southern Italy: their Mint Attributions, Royal Numismatic Society, London 1993, pp. 93-135, 10 tavv., cm 23, br. ed.
La pubblicazione si impone come un aggiornamento organico e approfondito dei repertori tradizionali dei denari svevi e angioini del Regno di Sicilia fino a Carlo I d’Angiò. Al tempo stesso, attraverso un attento esame delle fonti, l’analisi sistematica dei rinvenimenti e la proposta di nuove attribuzioni di zecca, offre un contributo originale alla storia monetaria del Mezzogiorno nel XIII secolo. Il testo censisce l’intera produzione dei denari emessi da Enrico VI, Federico II, Corrado, Corradino, Manfredi e Carlo I d’Angiò (1194-1285), articolata in 114 tipi principali, tutti illustrati mediante disegni o fotografie. Di questi, almeno una decina risultano assenti nel repertorio di Rodolfo Spahr, in quanto individuati solo successivamente alla pubblicazione della sua opera (1976). Il Regno di Sicilia era amministrativamente ripartito in due aree, ciascuna servita da una propria zecca: Palermo e, successivamente, Messina per la parte insulare; Brindisi e, per breve tempo, Manfredonia per quella continentale. I denari prodotti nelle due aree presentavano tipi differenti, pur essendo teoricamente destinati alla circolazione sull’intero territorio del Regno. L’evidenza dei rinvenimenti suggerisce tuttavia una realtà diversa: la circolazione appare in larga misura confinata entro le rispettive aree di emissione. In questo senso, i ritrovamenti isolati e i ripostigli, puntualmente documentati da Lucia Travaini, si rivelano decisivi per una più attendibile attribuzione delle zecche, consentendo di rivedere numerose assegnazioni tradizionali. Il quadro che ne emerge è particolarmente nitido: tra i tipi attestati nei rinvenimenti, soltanto due compaiono in entrambe le aree del Regno, mentre tutti gli altri risultano circoscritti a una sola di esse, a indicare una sostanziale assenza di mobilità della moneta minuta tra le due parti. Si rileva inoltre un incremento significativo dei denari nei rinvenimenti isolati a partire dal 1238 circa, dato che si inserisce coerentemente nella politica finanziaria di Federico II e dei suoi successori, i quali ricorsero a emissioni progressivamente svilite, impiegate come strumento efficace di alimentazione delle casse statali.
In ottimo stato.
R189-6409